martedì, 30 maggio 2006
Ho donato fiori di plastica oggi, sepolti nel profondo del mio cuore.
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categoria:pensiero
martedì, 30 maggio 2006
Pioggia che cade
 
Non riesco a sopravvivere.
Pioggia che cade su campi deserti.
Infreddoliti. Ha labbra splendide.
Un sogno da baciare.
Rivolte lontano. Su campi deserti.
Grigi.
Pioggia che cade.
Umido scivolare di fluidi profumati.
Pioggia che cade.
Su campi invisibili.
Pioggia che cade.
Posso soltanto assaporare il morente gocciolare.
Deteriorando coiti interrotti.
Pioggia che cade. Su campi invisibili.
Foglie defunte si espongono al finale.
Pioggia che cade.
Abitualmente puttana.
Calpestando scivolosi momenti.
Pioggia che cade.
C’è un’indefinibile odore a dissotterrare.
Sensazioni desiderabili.
Gelidamente intrise.
Pioggia che cade.
Di paura. Prendono forma. Brividi allegorici.
Dita calde carezzano. Instaurando strategie.
Mentre la pioggia cade.
Non esiste più.
Il grigiore dei campi.
Il colore delle nubi.
Il sapore della vita.
Su quelle dita. Tremanti.
Gli occhi hanno perso il candore.
Pioggia che cade.
Nella nebbia silenziosamente. Sopraggiunta.
Determinando fastidiosi riflessi.
Di esistenze.
Inconsciamente sfumate.
Pioggia che cade.
Nell’abisso deforme.
Sillabando concetti avversi.
Pioggia che cade.
Nessuno.
Può scorgere.
La pioggia baciare.
Liquide entità. Intollerabili.
Che divorano il conclusivo abbraccio.
Frammentario.
Incoerente.
Incompleto.
Egoistico.
Fottutamente piacevole.
 
Non riesco a sopravvivere.
Miseramente morente.
Nella pioggia che cade.
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categoria:poesia, pioggia, cade
lunedì, 29 maggio 2006

Tutti i contenuti del mio blog sono soggetti alle vigenti norme di AnalCopyright. I trasgressori saranno puniti in natura, con ogni sorta di sodomia immaginabile e non. Uomo avvertito... uomo avvertito!!!!

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categoria:
lunedì, 29 maggio 2006
La vita è come un'eiaculazione precoce: triste, breve ed imbarazzante.
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categoria:eiaculazione, precoce
lunedì, 29 maggio 2006
Adoro il concetto di Inutilità. Mi ha sempre affascinato e ha scaturito nel mio unico neurone riflessioni non indifferenti portandomi a credere solo e soltanto nell’Inutilità Cosmica. Ogni azione, ogni pensiero, ogni respiro sono e saranno sempre splendidamente inutili. Tutto tende all’inutilità, l’universo stesso ci tende. Una volta accettato questo si può continuare a vivere la vita di sempre, ma secondo me, per vivere meglio, per prendersi meno sul serio, è fondamentale avere questa concezione di base. Credo che l’uomo tenga troppo a se stesso, si consideri troppo importante, al centro del tutto. Ma se sparisse l’uomo non fregherebbe un cazzo a nessuno. Se sparisse la terra non fregherebbe un cazzo a nessuno. Se sparisse l’universo non fregherebbe un cazzo a nessuno. Questo mi ha portato spesso a contemplare il suicidio. Maledetto splendido concetto anche questo. Il gesto più vigliacco e allo stesso tempo più nobile. L’abbandonare tutto quello che si ha non sapendo a cosa si va incontro e non avere la forza di superare i problemi e scegliere la soluzione più semplice.
Se mi dovessi suicidare mi immagino con polsi recisi ad imbrattare una candida tela dipingendo una sfinge testa di morto, mia stupida firma. Adoro l’inutilità. Adoro la decadenza. Adoro la fine.
Fatemi sapere il vostro pensiero.         
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categoria:pensiero, suicidio, cosmica, inutilità
lunedì, 29 maggio 2006
Inutilità
 
Cala ruvida la notte
Su pelle
Imbrattata di odio e di noia.
Reciderò le mie vene stasera.
Ho predisposto una tela
Candida e pura
Bramosa di sangue
Inatteso. E fremono
I miei polsi per ferite
Imminenti, e con la lingua
Nella tua fica
Affronto voglie suadenti
Sciolto in meticolosi pensieri.
A volte delude,
Succede. Ma quando
L’opera sarà conclusa,
Insieme alla mia effimera vita,
Ammirerai l’inutilità
Immortalata su tela
E gioirai di disperazione
Rigandoti il volto di fregi
Neanche troppo sottili;
E poi, inarcando la schiena,
Godrai dell’infinitamente non mio,
E comprenderai l’incertezza del piacere
E sembrerà la tua pena immensamente volgare,
E affronterai senza timori la fine
Poiché è lì, e solo lì
Che sensualmente
Anche l’anima più sporca scompare.
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categoria:poesie, poesia, versetti, ascetici
lunedì, 29 maggio 2006
Disgregati
 
I
Disgregati anima putrida
Risorta d’una morte immortale
Fottuta nell’abisso indecente
Di questo pallido sole!
 
Scomponiti in lacere parti,
Tremanti brandelli infiniti,
Nell’ansimante affannoso respiro
Che disarma la mente obliata!
 
Spogliati, puttana e bellissima,
Nell’infecondo cocente mattino,
In quest’ultimo alito fino,
 
Morendo e cadendo, stracciata
E finissima, nell’ascesi necrofora
D’un insulso stralcio di cielo.
 
II
E nell’immutabile animo spento,
Covo infetto d’occulti pensieri,
Attinge, con tremule mani,
 
Un infame sentimento, malato,
Lugubre e smunto, riassunto
Incessante della pena sfinita.
 
Scomponiti anima lurida,
Grigia, liquefatta e rancida,
Nello specchio offuscato
Del frivolo amore,
 
E disgregati, sporca e vana
D’ogni cadente certezza,
Nella splendida stupida morte
Della rassegnazione umana.
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categoria:poesia, disgregati
sabato, 27 maggio 2006
a1a2a3a4a5
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categoria:bibbia, fallica
venerdì, 26 maggio 2006

Centottantatre

 

Nella sua danza la Ragazza Dall’Aspetto Sensuale era aurora che nasce con eclissi di sole. Impalpabile scuro colore ad incantare percezioni. Impalpabile scuro colore

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categoria:caos, regola
venerdì, 26 maggio 2006
Stamani ho cerbiatti amputati nella mente, che corrono con le loro zampette amputate, che mi guardano con i loro occhi amputati, che mi leccano con la loro lingua amputata, che respirano con le loro bocche amputate, che si accoppiano con i loro organi amputati. Questa società ci stupra la mente. Gesù Bambino era un dark.
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categoria:pensiero, cerbiatti, amputati
giovedì, 25 maggio 2006

Centosettantanove

 

Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Sono inutile. Sangue ad offuscare pensieri. Ventuno pallide gocce. Tredici perle fatate. Baciami e salvami poiché mille volte ho peccato.
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categoria:caos, regola, inutilità
giovedì, 25 maggio 2006

Centocinquantuno

 

L’orso di pezza aveva occhi strappati per non osservare il dolore. Solo un concettualizzato ricordo d’infanzia imbevuto di complessi estemporanei significati. L’orso di pezza percepiva grida e rancore. Sul finale aveva su sé orribili macchie scure. Avrebbe pianto se avesse potuto, ma aveva occhi strappati.
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categoria:caos, regola, orso, pezza
giovedì, 25 maggio 2006
Afflizione
 
Crocifisso riverso
Sento chiodi roventi bruciare
Nel lacerare insensato
D’un inutile peso,
 
E scoprendosi arreso
Pende molle quel corpo,
Emblema sfregiato
D’un eterno dolore;
 
Si macchia il cielo d’un gelido
Orrore, d’una cupa allegria,
Di sangue e di vuoto peccato.
 
E di nuovo è tornato.
Guardane il volto, guardane il sangue
Denso e brumoso colare.
 
Guardane l’estremo dolore. Guarda
La pelle nel lento marcire, guarda
Lo svanire dei sogni,
 
Scoprilo in ogni più triste pensiero,
Scoprine il senso più vero.
E si sciolgono e si fondono
 
In un’intima infida pena. Guarda.
La tua pelle giace. Il tuo corpo
Giace. I tuoi pensieri vacillano
Nell’ultimo crepuscolare respiro.

Soffri. Piangi. Disperati nell’occulto
Dolore del cielo. Dispiega
Le logore ali informe carcassa suicida,
E sorridi, sarà il tuo ultimo, sporco, malato sorriso.
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categoria:poesie, poesia, afflizione
giovedì, 25 maggio 2006
Non credo in alcun dio. Credo solo nell'Inutilità Cosmica.
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categoria:
giovedì, 25 maggio 2006

 

 

Il silenzio di Anna blog

Questo quadro non mi convince del tutto... fatemi sapere il vosto pensiero
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categoria:arte, silenzio, anna, dipinto, quadri, tele, olio, tela, quadro
mercoledì, 24 maggio 2006
alienazione precognitiva blog
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categoria:dipinto, opera, olio, tela, quadro, alienazione, precognitiva
mercoledì, 24 maggio 2006

Ultimo Soffio

 

Quando il vecchio albero

Perde freddo le foglie

In un declino di sangue

Lacerante nel cuore

 

E i tuoi occhi lucenti

Così belli, ma un poco tristi,

Aprono in me

Un immenso abisso d’aurore

 

E il giorno deforme

Si fa scuro compagno

In catene opprimenti di fuoco

 

Con un eterno straziante lamento

Senza fare ritorno

Cupo si leva lo spirito in volo.
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categoria:poesie, poesia, pensiero, ultimo, soffio
martedì, 23 maggio 2006
ODIO MIO PADRE
Vorrei dipingere solo vagine
Calde, umide, scomposte vagine
Fluttuo in bagliori di luce
Per attimi infiniti,
Congiungendomi al niente
ODIO MIO PADRE
La sua violenza
E divenuta il mio sangue
Il mio eterno morire
Il mio passivo sostare
Tra pupazzi di pezza violati
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categoria:odio, pensiero, padre
martedì, 23 maggio 2006
Connubio
 
Mordo la tua pelle,
Ci sono stelle
Discinte nel cielo,
Ci sono ansimanti respiri
Ed involucri fini
A separare gocce distanti.
Ali mai viste finora
Morbosamente sgualcite
S’innalzano nel surreale,
Puoi toccare
Ipnotici eventi,
Elementi di profumata fattura,
Nell’inattesa lettura
Di fiabe vagamente incoerenti.
 
Lecca la mia pelle,
Ci sono orchidee imbelli
Ad adornare la fine,
Ci sono avvolti tra spire
Di un mondo nascente
Irriconoscibili spettri d’amore,
S’affacciano
Sul giorno che muore
Baciando sinfoniche ore
E disgustando
Improbabili amanti
Che tra eterei lamenti
Si sporcano d’immateriale.
 
Stupra il mio sterile corpo,
Fiore miseramente risorto
Dall’ineccepibile grigiore del cielo,
Stupra fino a dissacrare
Ogni candore,
Ogni chiaro colore,
Ogni assuefatto dolore
Debolmente sfumato di nero.
Uccidimi quando avrò il cuore
Ricolmo di vuoto,
Uccidimi ora,
Spingendoti
Sulla trasparenza dell’essenza
Decomposta di sfinita bellezza.
 
Non c’è purezza più empia
Di quella adeguatamente banale,
Limpidamente irreale
Nell’accurato raggiro
Stupidamente scomposto,
Non c’è disposto nell’assenza incompleta
Nessun luminoso avvenire;
Puoi sentire
Soffermandoti ancora
Soltanto un voluttuoso richiamo
Sfumato di delicata parvenza,
Egoistica scheletrica esistenza
Che del suono penosamente più solo
Fa incolmabile nota tremante.
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categoria:poesie, poesia, connubio
lunedì, 22 maggio 2006
Trecentodiciotto
 
Si consuma un’esausta candela emanando caldi sporchi bagliori. Il cameriere manda strane occhiate interrogative, io simulo raffinata indifferenza. Nel bicchiere quasi vuoto il vino ha un funereo meraviglioso colore. Ne degusto un altro sorso dal sapore fruttato. “Buono.” Dice lei. Ha occhi stupendi nella luce soffusa mentre assapora qualche goccia di vino. Le prendo la mano carezzando delicatamente dita sottili, le bacio il polso salendo, piano piano, fino all’interno del gomito. Sorride, ma non ha un triste sorriso. Non è lei, non lo è. Mi avvicino lentamente, osservando il dolce profilo. E’ vestita di nero. Vestita di nero. Ha un profumo mortalmente sensuale sulla pelle non più del tutto chiara. Ho con me una lama sottile. Le bacio il collo, poi sussurro mielose incomprensibili derelitte parole. Osservo il nostro riflesso in uno specchio leggermente offuscato. Lei sorride. Il mio volto è una maschera oscura.
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categoria:pensiero, caos, sorriso, vino, opera, regola, bagliori
lunedì, 22 maggio 2006
Vagina Ipnotica (reminescenza)
 
Guardo la tua Ipnotica Vagina
A volte mi parla di vite lontane
Conseguenza della lubrificazione
Ha una voce ciclica ed etimologica
 
Continuo a fissarla
Muove le labbra
Cerco di comprendere
Ma la voce penetra direttamente nel mio basso ventre
 
Ecco ci sono
Ora sono un cane randagio
Ora sono un cigno
Ora sono uno scoiattolo volante
 
Ora sono l’angoscia
Venuta fin qui
Per divorarti cruda
E porre fine alla tua esistenza miserabile
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categoria:poesie, poesia, pensiero, vagina, versetti, ipnotica, ascetici
domenica, 21 maggio 2006
Faccio una premessa.
I Versetti Ascetici sono nati per il bisogno di scrivere senza pormi limiti di sorta legati alla decenza-indecenza e alla forma.
Li ho chiamati così perché per comprenderne il significato devono essere trascese le parole,sono anche molto ironici, quindi più che sul serio andrebbero presi con un sorriso.
Premetto anche che bambi l’ho scelto come simbolo per rappresentare la purezza dell’infanzia, “stuprare” bambi per me significa ironizzare sulla mia infanzia stuprata.

Questa in particolare (che è più una filastrocca che una poesia) mi è stata ispirata da tutti i comportamenti eccessivamente buonisti che si porta il natale con sé, visto che troppo spesso dietro ad un sorriso si nasconde falsità.

poesia cripata 2 blog

 

 

 

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categoria:poesie, poesia, arte, natale, infanzia, bambi, versetti, ascetici
domenica, 21 maggio 2006

L'uomo è un animale e risponde a tutti gli impulsi primordiali che geneticamente esistono fino dalla nascita della vita sulla terra. Quello principale da cui scaturiscono tutti gli altri è l'istinto di sopravvivenza. Deve però fare i conti con una legge basilare della chimica-fisica, cioè la stabilità. Tutto tende alla forma più stabile, reazioni chimiche, leggi fisiche etc. etc.
La vita è una forma instabile, per questo tendiamo alla morte, forma stabile; quindi gli esseri umani, come tutti gli esseri viventi, sono guidati da questi due "istinti" (chiamiamoli così, anche se il secondo è più una legge, ma penso che alla fine sia talmente radicato da essere un istinto) primordiali, la sopravvivenza della specie e la distruzione (come ricerca della forma più stabile).
In genere prevale l'istinto di sopravvivenza che comporta tutta la sua bella serie di azioni "egoistiche" mentre l'istinto di distruzione lavora seguendo semplicemente le leggi chimico-fisiche che implicano reazioni nel nostro organismo che ci fanno invecchiare ed infine morire, quando invece prevale l'istinto di distruzione diventano evidenti tutti quelli atteggiamenti che razionalmente sono difficili da spiegare, ma che comunque sono già ben radicati nell'uomo. Quando questa parte prevale molto si arriva anche al suicidio e all'omicidio.
Per come è impostata la società oggi credo che si stia andando verso il prevalere dell'istinto di distruzione, ma penso sia proprio il modo del pianeta di tendere alla stabilità... quello che voglio dire è che la Terra (che possiamo vedere come un enorme essere vivente) stia trovando piano piano il modo di farci fuori (o se vogliamo lo possiamo intendere anche come un "farci fuori da soli"). Ci vorranno anni e anni, ma alla fine la terra diventerà un pianeta morto.

Questo è solo il mio modo di vedere le cose, sono curioso di sapere come la pensate voi, quindi commentate, commentate commentate...

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categoria:pensieri, vita, pensiero, morte, sopravvivenza, distruzione, istinti
sabato, 20 maggio 2006
Non credo nell’amore. Penso sia frutto dello sconfinato egoismo dell’uomo. Ogni azione che l’uomo compie, anche se a primo avviso non sembrerebbe, è fatta per egoismo. Nessuno aiuterebbe il prossimo, se non provasse anche solo un minimo senso di soddisfazione o di piacere. E non ci sarebbe bisogno di amare, anche soffrendo, se non ci fosse il bisogno dell’uomo di non essere più solo. Di avere qualcuno accanto. Spesso si pensa di “amare” una nostra proiezione dell’altro, che in realtà non esiste. Semplicemente perché non esiste la Realtà Assoluta. L’uomo (sempre inteso come essere umano) non può avere coscienza della Realtà Assoluta perché questa viene filtrata prima dai sensi (che sono limitati), poi dalla mente, quindi tutto quello che è intorno viene rielaborato e distorto. Viviamo tra miliardi di realtà diverse, una per ognuno di noi. Viviamo nella solitudine del nostro Io anche tra miliardi di persone. Per questo affermo che l’amore non esiste, non ha significato. E per questo continuiamo ad “amare”, ma sempre tra “virgolette”. Il significato di “anima puttana” esprime semplicemente il fatto che ci attacchiamo a qualsiasi barlume di amore che ci sembri tale bramando smaniosamente di non essere più soli, svendendoci spesso semplicemente per delle mere illusioni. Penso che anche la fede sia la stessa identica cosa.
Fatemi sapere il vostro pensiero.
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categoria:amore, scritto, pensiero, solitudine, essere, anima, puttana, realtà, umano, assoluta
venerdì, 19 maggio 2006

Dio è una puttana
Io sono una puttana
Le nostre anime sono profondamente puttane
La prostituzione è amore
L'amore è prostituzione
L'amore non esiste, non ha significato

postato da: loboto alle ore 13:54 | Permalink | commenti (7)
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