venerdì, 30 giugno 2006

Un mio vecchio quadro... se non erro questo è il primo che ho venduto...

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categoria:quadri, opera, tele, olio, tela, quadro
giovedì, 29 giugno 2006

Risale ad un periodo transitorio

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categoria:opere, dipinti, tele, olio, tela, quadro
giovedì, 29 giugno 2006
QUESTO BLOG STA DEGENERANDO...
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giovedì, 29 giugno 2006
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mercoledì, 28 giugno 2006

chiappe1

 

 

 

 

 

 

Le kiappe della mia lady, agghindate elektrogoth per l'occasione

 

kiappe fumanti

Kiappe fumanti del loboto

kiappe perizomate

Kiappe perizomate del loboto

kiappaman

Kiappaman, per difenderci da orde di kiappe assassine

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categoria:kiappe
mercoledì, 28 giugno 2006
Mi piego. Cado in ginocchio. Nel niente vacillano le mie umide palpebre. Ho accolto riflessi sul vetro incrostato. Ho disperso il ritorno, annullando l’indecenza. Decomponendo il mio cuore infetto e flessuoso. Scrutato da lei, dai suoi occhi vacui. L’impercettibilità di tiepide carezze avvolge il mio disperdere, carta di riso per docili emozioni. Ho assaporato il mio sperma una sera. Era il più buono.
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categoria:pensiero
mercoledì, 28 giugno 2006
Negli occhi... NOOOOOOOOOO AAAAAARGH!!!! BRUCIA BRUCIA!!!
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categoria:reminescenza
domenica, 25 giugno 2006
frammenti
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domenica, 25 giugno 2006
SEX
sex
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domenica, 25 giugno 2006
Giunge l’alba. Io decado. Nella casa di marzapane. Ho incisioni evidenti. Decisioni mai prese. Note di pianoforte d’autunno. Intrecciate nell’aria d’estate.
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categoria:pensiero
giovedì, 22 giugno 2006
Vorrei un mondo di delfini maciullati. Magari con bambi a leccarne il sangue fresco, tuttavia già grumoso. Vorrei orchidee volteggianti in un cielo di cobalto a spargere sperma delicato sulle nostre epidermidi accaldate. Vorrei nutrirmi di frutta deliziosa al sapore di mentolo percorrendo monti glabri soprattutto se di venere. Vorrei farfalle spudorate a stuprarmi i lineamenti e filamenti leggeri a trattenermi per le mani. Ma soprattutto, e di gran voglia, vorrei un mondo di delfini maciullati.
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categoria:pensiero
mercoledì, 21 giugno 2006
croce1Associazione Italiana Omini di Charas
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categoria:aioc
mercoledì, 21 giugno 2006
Osservo la punta di un mio piede immergersi nell’acqua di un azzurro irreale, seguendo ritmiche onde stanche. In una mano stringo un cocktail dallo strano sapore, con l’altra mano stuzzico il buco del culo di una ragazza bionda, che non ricordo come si chiama, né cosa faccia qui. Il sole picchia forte sulla mia pelle sudata. Lei sta lavorando sodo di bocca sul mio cazzo, che, osservandolo di sfuggita, appare in ottima forma. Le affondo un dito nel buco scuro fino alla seconda nocca, lei si irrigidisce un attimo, mi guarda leggermente incazzata, ma, per fortuna, non smette di succhiare. Per me lei non esiste, è uno spettro. Guardo oltre la piscina, oltre le colline, oltre il cielo. Mi porto il dito al naso, aspettando l’odore di merda, ma niente. Allora le prendo la testa e la spingo forte sul mio membro, non più del tutto eretto, ma sempre abbastanza duro da farle mancare il respiro. Mi alzo di scatto. Devo farmi di coca. Passando di fronte alla vetrata guardo il mio riflesso. Ho quasi le lacrime.
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categoria:racconto
mercoledì, 21 giugno 2006
Conosco delle persone... che conoscono delle persone... che stanno nel bosco. E questo. Soprattutto quando le foglie s’increspano e diventano grigie. Mi fa paura. Vorrei un coniglietto di peluche con lunghe orecchie. Da squartare nel prossimo quadro. L’orsacchiotto bendato di rosso tenterebbe disperatamente di rianimare. Con una lunga operazione. Dallo scarso risultato. E allora. In accordo con bambi. Dal candido camice macchiato. Deciderebbe di divorare quei resti pelosi. Brindando con vino costoso. E piangendo gocce di sale.
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categoria:pensiero
martedì, 20 giugno 2006
Quattrocentoquaranta
 
Vivo nell’incertezza di esistere se provi dolore cerco di fotterti più piano è solo la mia anima che tenta di uscire per leccare pareti viscose devo prima mettere l’abito nero catturando il fuoco del cielo inatteso di un colore pastoso imprigionato nel freddo di mura non mie attratto dal brulicare festoso d’insetti indigenti come parole dal suono ignoto che imbrattano morbide forme ricurve sei sola lo so ma non posso aggiustare sei sola lo so prova a volare è come disperdere inutili sensi è come sopravvivere per nessuna ragione se provi dolore cerco di fotterti più piano ma non è semplice sopraggiungere e poi risparmiare la mia anima scalpita affliggendosi per non scomparire cercando di non premere ed è in questo momento nel silenzio che sento le grida e il sangue riaffiora e le ferite si lacerano ancora in un ciclo infinito di noia e dolore
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categoria:scritto, caos, regola
domenica, 18 giugno 2006
Il silenzio di alcune parole
 
Assorbo il tuo calore.
Nella luce. Sfinita.
Nel bianco. Di una sera.
Stancamente tratteggiata.
 
Le tue mani. Nel mio cuore.
Tracciano dolorosi sentieri.
Ti sfioro le labbra. Il tuo sguardo
Rivolto. Affabilmente lontano.

In gocce. Tiepide a fatica.
Ho riconosciuto il silenzio.
D’inaridite parole. Mai pronunciate.
 
E svuotate carezze.
Nell’ora del buio.
Singhiozzano appena.
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categoria:poesie, poesia
domenica, 18 giugno 2006
Gonorrea

Disperdo il mio seme
Nel vento chiaro
Ingordigia di una colomba
Dalle ali deformi,
Macchiata di sterco e urina.
Grida riecheggiano
Voluttuose
Lambendo sponde di nuova fattura
Assieme a tumidi glandi arrossati.
S’assoggettano entità secondarie
Al volere dell’uno,
Scavando con mani renose
In uteri glabri.
Ricordo d’un’altalena
Scheggiata
Smossa da forti braccia ormai
Stanche,
Bagnata da raggi di luna;
Erano da poco passate le sette
E tutto sembrava vibrare.
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categoria:poesie, poesia, versetti, ascetici, gonorrea
sabato, 17 giugno 2006

spesso vorrei morire. un mio amico mi ha passato un tubo. stavo per irrigidirmi. quando stai bene, la deformità del tutto ti acclama. Gloria a te, o prostituta. Il mio cervello è delizioso. Gnam... Gnam.

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giovedì, 15 giugno 2006

Rivelazione dell

Lo posto di nuovo, con una foto migliore. Con questo parteciperò al Premio Celeste, se qualcuno mi vuole votare c'è anche un premio per i più votati on-line all'indirizzo http://www.premioceleste.it/voto_online.htm 
Sarà possibile votare da settembre, cmq non mancherò di ricordarlo (il mio ancora non c'è perché non l'ho spedito).

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categoria:arte, pittura, quadri, premio, quadro, celeste
mercoledì, 14 giugno 2006
Sono perfetto. Mi osservo. Allo specchio. Nelle pupille barlumi d’anima sopita, gettata in disparte. Mi osservo. La luce mi sfiora la pelle, faticosamente adulata. Ho appena rimesso in un cesso incrostato. Brandelli di me. Dispersi nel niente. Mi osservo. Perfetto. Se non fosse per lo sporco dintorno. Se non fosse per il mio sorriso, sogghigno falsamente ostentato. Ancora mi osservo. Allo specchio. Instancabile puttana. Lo sguardo si sposta. Sulla pelle più chiara. Sui polsi invadenti d’invitanti richiami. In lontananza una voce che implora. Il riflesso si fa scuro, sempre più scuro. Ma sembra perfetto. Se non fosse per quello che vedo. Se non fosse per quello che sono. Se non fosse per quello che sento. Ho nascosto a dovere coltelli taglienti. La sera mi porta sconforto. Preferibile posarsi tra cuscini impiumati. Finalmente domani. Sarò risorto.
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categoria:pensiero
mercoledì, 14 giugno 2006
Ho bisogno di bere il tuo sangue. Stasera.
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categoria:pensiero
mercoledì, 14 giugno 2006

Al Padre

 

E’ d’altri,

Che l’aria rischiara

Tra le rovine un grido,

Scrigni dorati racchiudono il vuoto

E vuota l’anima spira,

Come cenere gettata sul fuoco.

 

Ho perso del cielo

Il naturale colore,

Piuma d’angelo senza candore

Che cade,

E cade,

Cieca al buio del Sole.

 

Ho perso gli anni,

Come petali d’un

Fiore sfiorito,

Un volto sbiadito,

E perderò del cuore

Poco a poco il calore.

 

C’era silenziosa una culla,

Come una tomba,

E una ninna nanna strozzata,

S’accresce il senso del nulla

E taccio in cupi ricordi

D’un’infanzia mai stata.

 

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categoria:poesie, poesia
mercoledì, 14 giugno 2006
Essenza di decomposta solitudine
 
Il tuo cranio pulsa
Questa grigia pioggia
Stupra ogni essere vivente
 
In lontananza un’anima ulula
Allo scorrere del tempo oscuro ed appetitoso
Ed una melodia melensa bagna sfatte vagine
 
Il delfino è il male puro
Con i suoi sudici occhi chiari
Desolazione e lacrime
 
Voglio staccare la sua stupida testa
Cantando un’arcana litania
Essenza di decomposta solitudine

Aprendo ali intrise di sangue
Raggelando ad ogni respiro
Senza cuore, senza vita

Assaporando poco più del niente
Giungendo al degrado senza scrupoli
Ponendo fine all’esistenza
 
Delineando il suicidio
Come un bocciolo morente
Dall’insulso grigiastro colore
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categoria:poesie, poesia
martedì, 13 giugno 2006
Ci sono creature che mi divorano nelle ore notturne, quando sogni opulenti di ori lucenti amabilmente impolverati rispecchiano il ticchettio di minuti assonnati. Mi disseto d’acqua sporca, nutrimento per orchidee annegate dai colori lievemente distorti, spenti appena. Con lo sguardo ingiallito mi volgo e mi volgo senza mai posa, in cerca di attoniti baci. Piango gocce di sangue scarlatto come vergine stanca di abusi subiti. Ho disperso nel vento guizzi di luce tornatimi in grembo come feti accigliati, baciati dal sole, da un sole di maggio.
postato da: loboto alle ore 14:25 | Permalink | commenti (12)
categoria:pensiero
martedì, 13 giugno 2006
Un’appiccicosa notte d’estate, mentre ero perso in un sonno dalle biancastre sfumature, ho tentato di ucciderla.
postato da: loboto alle ore 08:42 | Permalink | commenti (7)
categoria:ricordo