“Cioè, cioè amico, ti giuro, mi sono fottuto una cazzo di fica di cane! Era lì, quella cagna balorda, ed io ero arrapato e, cioè, me la sono sbattuta, cazzo! Amico, cioè, lì per lì sono rimasto shockato anch’io, ma ti giuro, la fica di cane è... cioè, è meglio di quella umana. E’ più stretta, ti fa raggiungere orgasmi che durano anche tre minuti. Amico, da allora non ho più smesso di scoparmi fiche di cane. Dovresti provare, cioè, la fica di cane è eccezionale. Ti giuro, prova amico, prova!”
Mi sta raccontando un tipo con barba lunga e cappello, che è sbucato all’improvviso sulla panchina del parco, proprio accanto a me. Parla lento, con voce cavernosa, mentre m’illustra le meraviglie della fica di cane, complete di gesti per delucidarmi meglio. Ha una cicatrice sul lato destro della bocca. O forse gliela vedo solo io.
Lo osservo cercando di prestare la minima attenzione possibile, ma è una cosa piuttosto laboriosa da fare, quando hai davanti uno che dice in continuazione “cioè”, “amico” e “fica di cane”. Ho una discreta botta nel cervello, prodotta da abbondante quantità d’erba. Sono venuto al parco per godermi in santa pace i suoi effetti, raramente esco di casa in questo periodo (tutti sanno che sono via per lavoro), ed invece questo fottutto cazzone me la sta facendo salire male, narrandomi per filo e per segno tutti i rapporti sessuali che ha avuto con stramaledette fiche di cane.
“Amico, per venti euro ti faccio vedere.”
“Come scusa?” chiedo io, sovrappensiero e particolarmente stordito. Vedo una donna con un cane a guinzaglio. La cosa m’inquieta, e anche parecchio.
“Mi sembri un tipo giusto, amico, cioè, di quelli che apprezzano, capisci? Se mi dai venti euro, ti faccio vedere come mi sbatto una fica di cane.”
Ci rifletto un attimo. Quanta voglia ho di vedere questo cazzone che si sbatte una fica di cane? E soprattutto, ho qualcosa di meglio da fare? Visto che la botta mi è ormai salita male, potrei riuscire a risollevarla vedendo qualcosa d’agghiacciante. Sì, potrebbe funzionare.
“Ok” gli rispondo “Fammi vedere come ti sbatti una fica di cane.”
“Cioè, fantastico, amico, fantastico!” Mi dice il tizio già tutto eccitato “Non te ne pentirai!”
“Speriamo...” Rispondo, ma so già che me ne pentirò.
“Amico, vieni in macchina con me, ti porto io?”
“Quanto è lontano?”
“Non tanto, ma la macchina ci vuole...”
“Ti seguo con la moto, l’ho parcheggiata qui vicino.”
“Cioè, ok amico, fantastico.”
Salgo sulla mia Ducati, m’infilo il casco e metto in moto, poi attendo il tipo che fotte fiche di cane.
Arriva con una vecchia macchina grigia, piena di ruggine, e mi fa segni plateali per farsi vedere.
Gli faccio un gesto e lui parte, un po’ a strattoni. Ha la guida più assurda della mia, che sono parecchio fatto.
Lo seguo per almeno dieci minuti, ad ogni semaforo mi fa qualche gesto, sembra arrapato come un maiale. Io invece inizio ad avere la nausea. Tra l’altro mi pare che in terra ci siano centinaia di ricci schiacciati. Vedo carne di riccio ovunque sulla strada, e la cosa non mi piace affatto, visto che siamo in città.
Entra in una zona industriale, e si dirige verso alcune baracche. Mi fa segno di parcheggiare.
Scendo dalla moto e il mondo appare lievemente distorto, percepisco i colori in modo più vivo e quello che vedo m’inquieta. L’erba si fa sempre più pressante nel mio cervello e, in questa situazione, non è proprio il massimo.
All’esterno di una baracca c’è uno strano macchinario azzurro tutto incrostato, formato da un pistone che si muove ritmicamente e che aspira brandelli di carne biancastri da un grosso contenitore. Riesco a leggere sul cartello verde attaccato sopra: “Categoria 3 – Non destinato al consumo umano”.
“Siamo arrivati...” mi dice il tipo, con gli occhi che brillano “Cioè amico, ora vedrai una cosa da sballo!”
Io sono in completa paranoia, sento sudore gelido che cola sulla fronte, penso che la mia mente non possa reggere a quello che mi verrà mostrato dentro quella fottuta baracca. Sono scosso da brividi.
“Pagamento anticipato” Mi dice il tipo, porgendomi la mano.
“Te ne do dieci ora, il resto dopo che avrò visto...” Rispondo io, porgendogli i soldi. Deglutisco in continuazione, ma non mi sento più saliva. Il tipo li afferra e si limita a fare un cenno d’assenso con il capo.
Lo seguo dentro la baracca. C’è puzza indefinita di piscio e merda, particolarmente raccapricciante. Un divano letto, probabilmente preso ad un bidone della spazzatura, occupa quasi interamente la stanza.
Ci sono due cani mal nutriti, straiati sul pavimento, legati con della corda. Appena entriamo se ne stanno a testa bassa, scodinzolando freneticamente. Un altro cane, un po’ più grosso, ma sempre un incrocio di chissà quali razze, se ne sta sul divano letto. Ha un fiocco verde legato al collare. Tutti hanno la museruola.
Deglutisco ancora. L’uomo sale sul letto ed inizia ad accarezzare il cane con il fiocco verde. La bestia non reagisce molto, si limita ad emettere dei lievi lamenti.
“Buona bella, buona... su sono io, buona bella buona...” Poi rivolgendosi a me “Amico, siediti, cioè, inizia lo spettacolo.”
Mi chiedo cosa cazzo ci faccio io, in questa cazzo di baracca malandata, a vedere uno che fotte fiche di cane. Non riesco a trovare una risposta plausibile. Avrei bisogno di un’altra po’ di erba, decisamente.
Preferisco rimanere in piedi, mentre il tizio inizia a baciare il cane sul pelo, ed inizia a strusciarsi contro. La scena è abbastanza disgustosa, ma non riesco a fare a meno di guardarla. Voglio vedere dove cazzo andrà a finire questa brutta storia.
“Cioè, amico, avvicinati se vuoi vedere meglio!”
“No, no, preferisco stare qui...” Rispondo.
Il cane continua ad emettere lamenti, ma non cerca né di mordere né di ribellarsi.
Adesso lo sta leccando sotto la coda, il culo penso, o la fica. Sono immobilizzato e guardo la scena con distacco, come fosse un fottuto film dove basta un click per spegnere tutto. Qui nessun click mi può salvare. Il rumore della sua lingua mi appare oscuro e disdicevole.
Si tira fuori il cazzo, rossiccio, storto e non molto grosso. Glielo struscia sul pelo, sulla testa. Poi gli si mette dietro, e nel momento in cui vedo sparire il suo stupido pene in quella fottuta fica di cane, capisco che l’esistenza è tutta uno scherzo, tutta un bizzarro scherzo del cazzo. Capisco che la felicità e la disperazione sono la stessa identica cosa. Capisco che tutto è maledettamente tetro intorno a me, fuori di me, dentro di me.
Il cane mugola leggermente, forse gradisce, mentre il tipo ci gode come un porco.
Sembra proprio un porco, mentre sbatte con occhi viziosi la sua amatissima fica di cane.
Poi afferra il cane con forza e stantuffa veloce, un ghigno di piacere gli distorce la faccia, ha gli occhi ribaltati, riesco a vedere solo la parte bianca. “Oh, sì, sei fantastica, oh sì, mi fai impazzire, oh sì, lurida cagna, godoooo gooodooooo!!! AAAAAAAH aaaaaah aah.” Grida, mentre viene.
Ed è allora che ho la rivelazione e comprendo tutto: questo stronzo si fa pagare per fottere fiche di cane. Questo stronzo gira per il parco, si siede accanto alle persone e cerca di convincerle a pagare per vederlo scopare fottututissime fiche di cane.
Lotto contro il disgusto e mi avvicino, mentre la rabbia mi sale dentro.
“Vuoi goderti la scena da più vicino eh?” Mi chiede il tipo, con voce affannata.
Lo afferro per la testa e lo trascino via, lontano dalla povera bestia. Il suo pisellino microscopico sguscia fuori tutto raggrinzito, tirandosi dietro qualche goccia di sperma.
“Nooo, lasciami, amico, cioè che cazzo fai?”
“Tu sei una sorta di puttana cosmica che fotte fiche di cane??? Oh mio dio, io ho pagato una fottuta puttana cosmica che fotte fiche di cane???” Ringhio, forse sbavo anche, sono diventato una bestia.
“Lasciami perdere, lasciami perdere!” grida il tipo, ma le ultime parole sono un gorgoglio incomprensibile, perché gli ho afferrato la gola stringendola forte con le mani.
“Cazzo no, non mi fare male, nooooo!” Riesce a dire, poi si piscia addosso, il porco, e comincia a piangere.
L’istinto omicida mi passa, gli tiro gli altri dieci euro e me ne vado. Poi ci ripenso, torno indietro. E’ sempre sul letto che frigna.
“Mi fai proprio schifo al cazzo, lurido fottitore di fiche di cane!” gli urlo contro, poi gli sputo addosso.
Salgo sulla moto e torno verso casa a tutta velocità. I ricci schiacciati sulla strada non ci sono più, per fortuna. Mentre guido rivedo le scene assurde del pomeriggio e penso che forse la mia esistenza non è poi tanto migliore di quella del logoro fottitore di fiche di cane. Forse nessuna esistenza è migliore della sua.