Capitolo 28
Mi lavo i denti, piscio, mi sciaqcuo il cazzo, guardandolo con innocua malizia. Osservo ancora un attimo la macchia a forma di cuore, prima di pulirla via dal marmo bianco, senza venature.
“Rispondere al telefono porta solo angoscia e disperazione.”
Penso tra me e me, mettendomi le mutande ed entrando nella camera.
M’infilo una vestaglia nera e rossa, quasi da finocchio, calzando delle ciabattine nere con un teschio giallo che deve aver lasciato qualche fica dark. Scendo in cantina, dove penso di aver messo il quadro di mio padre. Richard la tiene pulitissima, noto, solo adesso. Sposto il telo bianco sotto il quale sono stati tumulati tanto tempo fa. Alcuni mi piacciono, alcuni mi fanno proprio cagare. “Coprofagia Antropomorfa! Che titolo del cazzo...” penso, mentre continuo a scorrerli. Sono per terra, uno accatastato accanto all’altro.
Lo trovo e lo tiro fuori. “Impacchetta questo quadro dal titolo a cazzo, Richard!” Grido, sperando che il coglione mi senta.
Salgo su e mi metto in poltrona, alla tv non c’è mai un cazzo.
Forse collasso per delle ore, quando mi sveglio è già arrivato Leopold, con la moglie, una bella signora distinta, sulla cinquantina, con i capelli delicatamente riportati in un ciuffo.
Mi guardano un po’ storto, forse per l’abbigliamento, non ho avuto il tempo di cambiarmi.
Lui ha la faccia spigolosa, tirata, abbastanza pallida. Quando sorride lascia intravedere piccoli denti scuri. Entrambi sono vestiti eleganti.
Guardano per un po’ i miei quadri, poi vogliono vedere gli altri di mio padre.
Dopo varie rotture di palle torniamo di sopra, dove Richard ci attende con li quadro imballato.
“Glielo metto nella vettura, signore?” Chiede, e Leopold gli porge le chiavi.
“Per il prezzo?”
“Consideratelo un regalo...” Rispondo. Levarmelo dalle palle è solo un sollievo.
“Oh, grazie, com’è gentile! Ah, saremo felici di averla come ospite all’inaugurazione ufficiale dell’ODM... le lascio le indicazioni.” Dice Sheila.
Penso di aver fatto una faccia perplessa, perché lui la interrompe dicendo: “Ah, non si preoccupi, le faremo preparare delle pietanze apposite... e se vorrà venire accompagnato, non so... da una donna... o da amici, se preferisce... non si faccia problemi!”
“Tre amici le sembra scortese?” Chiedo io, adattandomi al tono dell’uomo.
“E’ perfetto, l’aspettiamo stasera!” Risponde Leopold, ci scambiamo gli ultimi convenevoli e finalmente se ne vanno.
Rientro in casa, provando ad immaginare quello che potrà accadere in una setta di mangiatori di merda, senza riuscirci del tutto.
Dopo poco arrivano Lan, Gonzo e Viscera, con sguardo mesto.
Lan e Gonzo prendono una birra dal frigo, Viscera preferisce il the verde, se lo prepara, poi ci spruzza un goccia di limone e beve, senza aggiungere zucchero. Tira fuori una canna e l’accende.
“Certo che è proprio truce quello che è successo a Dafne!” dice, emettendo una lunga boccata di fumo denso.
“Tutto sommato le sta bene a quella troia!” dice Lan facendo la faccia indemoniata.
Non partecipo al dialogo, la mia mente segue un filo parallelo di pensiero: “cazzo, non potrò assaggiarle la fica al sapore di merda... ma sarò ancora in tempo? Se aprissi la bara... no no, cazzo non puoi farlo!” Poi tiro dalla canna.
Continuiamo a parlare un po’, Dafne non è molto nominata nella conversazione, era una rossa troia, e non frega poi tanto un cazzo a nessuno di lei.
Spariamo un po’ di cazzate, e alla fine dico: “Siamo invitati ad una festa molto particolare, l’inaugurazione dell’ODM...”
“Cazzo è l’ODM?” chiede Gonzo, perplesso “la setta degli Omosessuali Di Merda?”
Mentre spariamo cazzate spiego ai ragazzi il tutto, e loro accettano.
Arriviamo alla villa abbastanza fatti, parcheggiamo ed entriamo nel salone, dove ci attendono Leopold e la moglie, Sheila.
La troia sembra mandare strane occhiate a Lan. Avrà voglia di cazzo?
Mentre la sala si riempie Leopold ci presenta un uomo con la maschera bianca, dice di chiamarsi Mr. Shit. Poi il padrone di casa continua “Ho fatto preparare delle cose appositamente per voi, le troverete a quel tavolo, Mr. Shit, invece, vi mostrerà le altre pietanze, ammesso che ne vogliate favorire. ”
All’inizio relazionarmi a queste persone che adorano divorare merda è stato veramente difficile, quasi oscuro. Ma adesso sono in sintonia con l’ambiente, con queste sfumature che drappeggiano l’aria.
Leopold e Sheila ci salutano e continuano a ricevere gli ospiti, noi seguiamo Mr. Shit, che dice, indicando i vari vassoi: “Merda d’agnello, merda di vitellone, impepata di guano, stabbielle ribollite, ruzzoline di sterco d’anatra, merdine insaporite alla menta... crostoni alla merda di cavallo, di mucca... formaggi con mostarda di feci, zuppa di merda d’elefante, pappardelle in crosta di merda, scaloppine uvetta e merda di civetta, cosciotto al guano, ah, dimenticavo, le tartine alla merda di scimmietta sudamericana, sono squisite! Ce ne sono poche, se avete voglia di assaggiarle, fate presto, abbuffatevi!” Viscera ne prende una e l’annusa, poi la rimetta nel vassoio.
Gonzo dice: “Oh merda! Non posso perdermi l’occasione!” Afferra una tartina e se la infila completamente in bocca. All’inizio ha una faccia un po’ schifata, ma poi ne sembra compiaciuto.
Guardo per un attimo quella distesa di tartine multicolori, che vanno dal marrone chiaro, quasi giallo, al nero intenso, passando da sfumature del rosso, ma anche del verdastro scuro. Assaporo quest’aria dall’odore confuso di merda, adocchio il vassoio con quella di scimmietta sudamericana, ma poi decido di lasciar perdere, non ho le palle.
“Cos’è quello?” Chiede Lan.
“Diarrea di gnu... una specialità!”
“Avete merda di bambino?” Chiede poi Viscera.
“Per pochi intimi... sì! Eccola qua!” E indica una piccola ciotola marrone chiaro, quasi giallo.
“Merda di bambino? Può considerarsi pedofilia coprofaga?” Sto per chiedere a Mr. Shit.
“Coprofagia pedofila” dice Leopold arrivandomi alle spalle, come se mi avesse letto nel pensiero.
Sarà colpa della merda?
“Dopo ci sarà anche la Degustazione di Peti!” Dice Mr.Shit, prima di farci accomodare al tavolo.
La cena è un delirante susseguirsi di battute assurde, sguardi tra Sheila e Lan, assaggi di merda (alla fine ne favorisco anch’io) e tetre fragranze che svolazzano nell’aria. L’apice si ha durante la degustazione di peti, dove persone elegantissime mettono la testa fra la chiappe di altre persone elegantissime, assaporandone gli spifferi anali. Nessuno di noi però partecipa, ne abbiamo abbastanza di merda, per stasera.
Finalmente comincia il rito di iniziazione. Mr.Shit è seduto su un trono, in alto nella sala, tutto nudo tranne la maschera. Alle sue spalle c’è Coprofagia Antropomorfa, il quadro di mio padre. Arrivano persone incappucciate che si mettono intorno. Mr. Shit si alza, rivolge un saluto agli incappucciati, e si risiede. Unisce le mani di fronte, come in preghiera, ed inizia a defecare. Le persone incappucciate mangiano merda, i loro cappucci si sporcano di merda mano a mano che ne mangiano, è una visione di un’utopia che sfiora il lugubre, ma anche la purezza.
Gonzo mi distrae dal rito dicendo: “E’ stato trovato un numero sul corpo di Dafne, 13-4-11Me lo ha detto Viscera!””Dice Gonzo “Lui ha delle strane conoscenze.” E lo indica. Ho la mente in palla, non so cosa rispondere, credo di aver bevuto anche urina durante la cena.
Per fortuna Gonzo e Viscera trovano una loro conoscenza, e si allontanano da noi per un po’.
“Una volta stavo scopando, e mi scappava da cagare… quando vieni, cazzo, quando vieni ti devi lasciar andare per godere al meglio! E mi sono dovuto trattenere… vorrei scopare una donna… che… cazzo... se, mentre mi sta succhiando golosamente il membro, mi dovesse scappare da cagare… vorrei poterle cagare sullo sterno! Sborrare e cagare contemporaneamente, una liberazione totale! Questa sì che è vita, questo sì che è scopare! E lei dovrebbe apprezzare il mio gesto, dovrebbe provare amore per la mia purezza! A quel punto la guarderei negli occhi, perché una donna così lo merita… e mi farei cagare addosso pure io! Mi capisci??? Riesci a comprendere i miei bisogni??? Secondo me la moglie di Leopold me lo permetterebbe, ho visto come mi guardava, la troia!” Dice Lan. “Avviciniamoci a loro!”
Faccio sì con la testa, ma sono distratto… l’unica parola che mi rimbomba nella mente è “membro”. Usata in questo contesto ha avuto uno strano effetto sul mio cervello, come se fosse stato strappato e messo in un cranio più grande, lasciato a fluttuare nel vuoto assoluto.
“Durante il racconto mi è diventato duro!” Conclude poi Lan, mentre ci avviciniamo. Sorride platealmente alla moglie di Leopold, che ricambia il sorriso con un leggero sguardo compiaciuto.
“E le scopate dilatate?” Chiedo io “Le hai lasciate perdere?”
“Le scopate dilatate sono esagerate… ma con la merda… beh con la merda non c’è confronto! Ancora non sono in grado di divorare merda fino allo spasimo, ma per i giochi erotici è perfetta!”
Quando arriviamo da loro, Leopold sta dicendo ad una signora dai capelli bianchi, avvolta nella pelliccia:
“La nostra non è proprio una setta... la veda più come... un’associazione culturale.”
“La lascio agli altri ospiti...” Dice la vecchia, vedendoci arrivare, e si allontana.
Leopold ci sorride e sua moglie dice rivolta a Lan “Sappiamo cosa ti piacerebbe fare, io e Leopold siamo d’accordo, possiamo andare di sopra...”
Oh cazzo, possono leggere nel pensiero? Sarà davvero la merda?
“Puoi assistere se ti va...” Dice Sheila, con dolcezza, un po’ come se mi chiedesse di andare a prendere un caffé insieme, invece di vederla scopare con Lan. Non ho voglia di chiavare nessuna di queste donne mangiatrici di merda, però una scopata del genere la voglio proprio vedere.
Lan è la gioia fatta uomo, vedo perfettamente la sua eccitazione mentre ci accompagnano in un’ampia camera. Ha in mezzo un massiccio letto di palissandro, tutt’attorno ci sono divanetti novecenteschi, io mi siedo su uno di quelli, su quello di fronte a me siede Leopold.
Si spogliano completamente, subito. Sheila, nonostante l’età, ha un bel fisico, Lan fa proprio bene a sbatterglielo in corpo.
All’inizio sembra imbarazzato, ma appena la troia glielo prende in bocca il resto del mondo smette di esistere.
Glielo succhia per un po’ con ingordigia, lui si alza in piedi e la fa stare inginocchiata, lei continua a pompare il cazzo.
Leopold ha uno strano sguardo eccitato negli occhi.
La fa sdraiare e glielo sbatte tra le tette, lei continua a lambire la cappella come indemoniata.
“UOOOOH UOOOOH” grida Lan “OH, LO SENTO, E’ IL MOMENTOOOOO, E’ IL MOMENTO!!!”
Si gira un attimo a guardarmi, il suo culo emette degli strani brontolii, scorreggia forte, e spruzza un getto di merda sciolta sullo sterno della donna gridanto:
“UOOOOOOOOOOH VENGOOOOOOO!!!”
La donna smanetta il cazzo ingoiando bramosamente la sborra, Lan lo tira fuori dalla bocca e lo pulisce ai capelli di Sheila, che nel frattempo prende grosse manciate di merda dal suo sterno e se le infila in bocca, con espressione lussuriosa.
Leopold si è slacciato i pantaloni e ha iniziato a masturbarsi, io continuo ad osservare la scena, che, malgrado l’odore di disperazione che ammorba la stanza, è di uno splendore inarrivabile.
Inizio però ad avvertire uno strano dolore alla testa, ed è come se i miei sensi cominciassero a formicolare.
“Ora ti inculo, vecchia sporca!”
Dice Lan, girando la moglie di Leopold e allargandole le chiappe.
Penso che valuti per un instante di lubrificarla con un po’ di saliva, ma poi glielo infila in culo a secco, lentamente. Il cazzo scorre senza problemi, senza attriti, allora inizia a spingere sempre più forte, poi violentemente, guardando in alto, quasi in estasi. La donna rantola e gode, facendo talvolta espressioni di pienezza. La merda le ricopre ancora parte del volto e si stria in strani giochi di sfumature sugli opulenti seni.
Sento il mio cranio pulsare, il cervello espandersi fino a toccare lidi sconosciuti.
“Vengo!!!! Sììììì!” Grida Sheila, dopo che lui glielo ha sbattuto più forte.
Mentre lei è scossa dall’orgasmo, Lan le sfila il cazzo dal culo, che esala un ansito primordiale, prima di schizzargli merda liquida addosso.
“Voglio chiavare anch’io! Voglio chiavare anch’io!!!” Urla Viscera, come impazzito, affacciandosi alla porta, ma non riesco a prestare attenzione, è come se i pensieri di tutti quelli che mi circondano rimbombassero nella mia testa, percepisco i pensieri di Viscera e Gonzo che hanno abbordato una grassa, prima l’hanno ingozzata di merda, poi Viscera, preso da un raptus, le ha cagato in bocca. Fatto ciò l’hanno scopata. Lo so come se potessi leggere nel pensiero. Sarà veramente colpa della merda? Lan sta immaginando di picchiare un'altra grassa, mentre guarda la merda sul letto, su di sé, su Sheila, lei è come in estasi, dalla sua mente proviene soltanto un’aura di luce, Leopold vorrebbe inculare Landford. Non sono in grado di contenere tutto questo, mi sento male, mi alzo di scatto “AAAAAAAAAAAH! Devo fuggire da qui!!!”
Apro la porta, entro nel corridoio, i pensieri più disparati di tutti questi mangiatori di merda mi attraversano, mi affliggono, mi risuonano nella testa provocando un dolore mai sentito prima. Guardo giù, nella sala riesco a vedere Mr.Shit, e so per certo che c’entra con l’omicidio di Dafne. Provo a scendere ma non riesco a camminare, le gambe mi cedono, mi inginocchio e vomito, osservando i rimasugli del pasto a base di merda, parzialmente digerito. L’odore del vomito è sconvolgente, i pensieri di tutti quelli che mi accerchiano hanno preso un suono indistinguibile, doloroso, attraversano la mia materia grigia sottoforma di pulsazioni insopportabili.
“AAAAAAAAAAAAAH! BASTA, VOGLIO FUGGIRE DA TUTTA QUESTA MERDA, NON CE LA FACCIO PIU’!!!” Grido, provando a rialzarmi per scappare da qui, da tutto questo orrore, ma le gambe non reggono il mio peso, mi rendo conto di cadere giù per le scale, sento un tonfo attutito, una fitta di dolore poi nient’altro che buio.












