mercoledì, 28 maggio 2008

 

 

Ho trovato questo scritto di un po’ di tempo fa... ma non ricordo il motivo che me l’ha fatto scrivere e neppure il senso preciso...

 

 

L’assenza d’anestetici mi rende cagionevole, volteggiante tra nuvole deturpate d’affetto.

Ho molta stima dell’incompetenza, e delle derelitte proprietà dei corpi immobili.

L’abbandono epidurale causa vuoti di decenza, ammettendo l’esistenza della stessa.

Vaghe tracce di me s’ammucchiano nel cesso e, nel loro fascino sconclusionato, le trovo deliziose.

Comprendere la solitudine è del tutto inutile, poiché essa è alla base dell’essenza, e neppure troppo in profondità.

 

 

Intorno agli occhi ho segni rossi resi sublimi da colombi pensanti, che posano ali rattoppate con legno leggero attorno alle falangi d’una statua inarcata.

La mente riposa talvolta poco, e quindi, per caso, nei pressi dell’anno zero è avvenuta la sciagura.

Mi hanno morso i capezzoli pesci strazianti, striati di giallo paglierino e azzurro indiscreto. Ho proclamato la notte un sonetto, ma era stretto il luogo in cui l’ho scritto, e difficilmente avrò salva la vita. Camminando con scarpe giganti ho iniziato le danze alla festa, ho bevuto molto, ma il senso era perduto.

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domenica, 25 maggio 2008
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giovedì, 22 maggio 2008
Ego

Ego

 

Non vi è niente di

Bello

Nel senso perduto

D’austere chiusure

Legate all’inabile

Consueta illusione.

Non vi è niente di

Bello

Nella speranza

Stuprata ogni volta,

Ad ogni singolo respiro

Incubato.
O nelle foglie cadute

In primavere

Dall’umido soffio

Ingrigito,

Che piangono
Decomposte

Le grida smorzate

Degli avi.

 

E’ freddo fuori,

E dentro, tiepido,

Si smarrisce il sentiero.

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martedì, 20 maggio 2008

In questi giorni mi stanno un po’ strette le regole, sono più portato a giocare con i colori,  ecco il secondo esperimento:


Eiaculatio

 

 

 Vi faccio vedere anche come procede IG siamo alla versione 9

  

 

 

 

E visto che ci sono metto anche due foto piovose

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martedì, 20 maggio 2008

Pensiero

 

Sulle lucide labbra

Poso le mie.

 

C’è il freddo

A tremare, da solo,

Nello spazio
Vuoto

Degl’angeli,

C’è la sconfitta

Dispersa,

Che trova riparo

Laddove s’infossa

Lo spettro

Esausto del sole.

A colmare il

Niente

S’adoprano

Volenterosi

Pensieri,

Talvolta melensi,

Schiusi in lividi

Ricami superbi,

Cantilenanti e vacui

D’impallidita bellezza.

 

E nella certezza

Cadente

V’è l’austero bagliore

(Infelice? Insistente?)

D’enigmatiche

Note sospese.

 

 

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venerdì, 16 maggio 2008

Disincanto

 

Eppure credevo

D’avere anima

E mani aperte

Sul cuore dei giorni,

Martellanti,

Ipnotici.

 

Eppure credevo

Nella Bellezza,

Nella forma divina

Da me riscoperta

Alla ricerca

Di un estatico senso.

 

Non troverò

Le braccia

Insicure,

Amorevoli,

Al ritorno

Dalla fuga irreale.


Solo parole
Sparse,

Antitetiche

Meraviglie

Disincantate
Dalla rabbia crescente.

 

Non troverò

Sorrisi

Scacciati in fretta

Dal disagio,

Dalle flebili

Doglie abiurate.


Sarà la sera

Stanca

A parlare,

A sciogliere

I favori

Del tempo incessante,

 

E sarà la sera

A recare,

Nelle mani
Indolenti,

Le ultime gocce

Di lacrime sole.
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giovedì, 15 maggio 2008

Sono partito con l’idea di dipingere il coniglio invece mi sono trovato a fare qualcosa di più immediato, più diretto. Un po’ atipico per me, di munchiana e maideniana memoria.

 

Sparatelo Totale!

 

“Richiesta d’aiuto”

 

E’ il contrario di Disgusto Ascetico, quello rappresentava una chiusura, invece rappresenta la ricerca verso gli altri, l’apertura.

Una creatura mostruosa, che si sta espandendo ma che ha paura di non contenere tutto, di non trovare mai la soluzione. Si sta espandendo in solitudine e richiede il contatto degli altri, perché si sente perso.

 

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mercoledì, 14 maggio 2008

Gran concerto, ma non avevo con me la macchina fotografica... sigh.

 

P.S.

Qualcuno è alla ricerca dell’accendino con gatto morto made in china?
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mercoledì, 14 maggio 2008

Crisalide

 

C’era qualcosa
Nelle palpebre battenti,

Nel bel sorriso

Leggermente sfiorito

Che m’attraeva,

Mi consolava.

 

Eppure le campane

Spuntate dai bulbi

Si muovevano

Appena,

E la sera pareva

Immutata.

 

Non bastano più le labbra,

Le consunte vesti,

I resti immondi

A consacrare

Libagioni d’amore.

 

E’ giunta l’ora di festa,

Ma nel grembo stringo

Abbaglianti scheletriche mani.
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lunedì, 12 maggio 2008

Ma stiamo scherzando???

 

 

19 Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. 20 Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. 21 Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 22 Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 23 Se l'uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. 24 Se un uomo ha rapporto intimo con essa, l'immondezza di lei lo contamina: egli sarà immondo per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si coricherà sarà immondo.
25 La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell'immondezza mestruale. 26 Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. 27 Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. 28 Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. 29 L'ottavo giorno prenderà due tortore o due colombi e li porterà al sacerdote all'ingresso della tenda del convegno. 30 Il sacerdote ne offrirà uno come sacrificio espiatorio e l'altro come olocausto e farà per lei il rito espiatorio, davanti al Signore, per il flusso che la rendeva immonda.
31 Avvertite gli Israeliti di ciò che potrebbe renderli immondi, perché non muoiano per la loro immondezza, quando contaminassero la mia Dimora che è in mezzo a loro.

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sabato, 10 maggio 2008

 

 

 

 

Visto che le ho fatte aggiungo anche queste...

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venerdì, 09 maggio 2008
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giovedì, 08 maggio 2008

Prepuzio

 

Sono un coglione disperso. Solito

Prepuzio in discesa, esaurite le ali.

(Si può sentire la presenza degli

Altri?) Tirabuchon di sensi appesi,

 

Definiti smeraldi, rosolano

La duratura noia, la cromògena

Ascesa. Era di nuovi colori

La sera, un altro giorno di maggio?

 

Resta Caravaggio lontano, lento

Sogno allibito dall’epica resa,

Segue la scesa nei sensi attutiti,

 

Plastici di luminescenza. Pensa

Alle pietre serali che brillano

Sole, agli intenebrati e stretti ìnguini

 

Riversi, persi in molteplici amori.

E ai cuori schiusi appena, saggiando

Il vasto crescere smanioso. Peso

L’offeso intarsio sul ventre materno

 

Leggendo pagine appena insultate.

Siano rase al suolo le strade viéte

Degli altri, dei simulacri ascendenti.

(Carnati immobili appena viventi).

 

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giovedì, 08 maggio 2008

E’ svanita la rabbia

lasciando il posto

ad uno strano melenso

torpore.

(perdo memoria di me)

 

Mi chiedo se valga la pena lottare per ottenere qualcosa.
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mercoledì, 07 maggio 2008

 

 

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martedì, 06 maggio 2008

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Santo Prepuzio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Circoncisione di Gesù
Circoncisione di Gesù

Il Santo Prepuzio è una reliquia costituita da quelli che sarebbero i resti del prepuzio di Gesù recisogli durante il rito della circoncisione e a cui sono stati storicamente attribuiti diversi eventi miracolosi. In diversi momenti della storia, a volte anche contemporaneamente, varie chiese in Europa hanno dichiarato di possederlo.

Indice

[nascondi]

Possesso del Santo Prepuzio [modifica]

A seconda della fonte, durante il Medioevo in varie città europee c'erano otto, dodici, quattordici o addirittura diciotto diversi Santi Prepuzi.[1]

Originariamente si riteneva che la reliquia fosse stata consegnata a Leone III il 25 dicembre 800 da Carlo Magno in occasione della sua incoronazione. L'imperatore l'avrebbe a sua volta ricevuta da un angelo mentre pregava presso il santo Sepolcro. Secondo un'altra versione invece il prepuzio sarebbe un dono di Irene di Bisanzio, ricevuto da Carlo Magno in occasione delle nozze. Leone III collocò la reliquia nel Sancta sanctorum della Basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, assieme alle altre.[2]

Veduta di Calcata
Veduta di Calcata

In aggiunta a Roma, hanno rivendicato il possesso del Santo Prepuzio anche le città di Santiago di Compostela, Coulombs nella diocesi di Chartres (Francia), Chartres stessa, le chiese di Besançon, Metz, Hildesheim, Charroux, Conques, Langres, Anversa, Fécamp, Puy-en-Velay, Calcata, Auvergne.[1]

Secondo le leggende del villaggio di Calcata (comune in provincia di Viterbo), nel 1527 un soldato dell'esercito lanzichenecco che stava saccheggiando Roma riuscì a depredare il Sancta sanctorum. Quando venne catturato nel villaggio, nascose il reliquiario contenente il Santo Prepuzio nella sua cella, dove venne scoperto nel 1557. Da allora la Chiesa iniziò a venerarlo, concedendo ai pellegrini un'indulgenza di dieci anni.[2]

L'abbazia di Charroux sosteneva che il Santo Prepuzio fosse stato donato ai monaci da Carlo Magno. Nei primi anni del XII secolo venne portato in processione fino a Roma, perché Innocenzo III ne verificasse l'autenticità, ma il papà rifiutò l'opportunità. Ad un certo momento comunque la reliquia andò perduta, per ricomparire solo nel 1856, quando un operaio che lavorava nell'abbazia dichiarò di aver trovato il reliquiario nascosto nello spessore di un muro. La riscoperta portò ad uno scontro teologico con il Prepuzio ufficiale di Calcata, che era venerato ufficialmente dalla Chiesa da centinaia di anni. Nel 1900 la Chiesa risolse il dilemma vietando a chiunque di scrivere o parlare del Santo Prepuzio, pena la scomunica (Decreto no. 37 del 3 febbraio 1900). Nel 1954, dopo lungo dibattito, la punizione venne portata al vitandi (persona da evitare), il grado più grave della scomunica; successivamente il Concilio Vaticano Secondo rimosse dal calendario liturgico la festività della Circoncisione di Cristo.[3]

Uno dei più famosi prepuzi era quello conservato dal 1100 in poi ad Anversa, prepuzio che era stato venduto al re Baldovino I di Gerusalemme in quel di Palestina nel corso di una crociata. Prepuzio famoso e miracoloso poiché il vescovo di Cambray, durante una messa, ne vide uscire tre gocce di sangue che macchiarono i lini dell'altare. In onore di questo santissimo e sanguinante pezzetto di pelle, nonché della macchiata tovaglia, venne subito costruita una speciale cappella e vennero periodicamente tenute festose processioni; il miracoloso prepuzio fu oggetto di culto e meta di pellegrinaggi. Nel 1426 venne fondata ad Anversa la Fratellanza "van der heiliger Besnidenissen ons liefs Heeren Jhesu Cristi in onser liever Vrouwen Kercke t'Antwerpen" a cui appartenevano ventiquattro confratelli, tutti alti prelati e prominenti laici.

Nel 2007 un turista notò nel cimitero del Monte degli Ulivi una lapide a forma di croce, su cui era scritto "Al Dio Gesù Cristo" in lingua greca. Alcuni pensano che quello potrebbe essere il posto in cui è sepolto il Santo Prepuzio.[4]

Pratiche moderne [modifica]

La maggior parte dei Santi Prepuzi è andata persa o distrutta durante la riforma protestante e la rivoluzione francese.[3]

Calcata è degno di menzione perché il reliquiario contenente il Santo Prepuzio venne portato in processione anche recentemente (nel 1983) durante la Festa della Circoncisione, precedentemente celebrata dalla Chiesa cattolica in tutto il mondo il 1 gennaio di ogni anno. La tradizione ebbe fine quando dei ladri rubarono il contenitore ricoperto di gioielli e le reliquie in esso contenute.[3] A seguito del furto non è chiaro se qualcuno dei presunti Santi Prepuzi esista ancora. In un documentario del 1997 della televisione britannica Channel 4, il giornalista Miles Kington andò in Italia alla ricerca del Santo Prepuzio, ma non ne trovò traccia.

Allusioni e riferimenti storici al Santo Prepuzio [modifica]

Quando Caterina di Valois nel 1421 era in attesa di un figlio, suo marito Enrico V d'Inghilterra ordinò a Coulombs di consegnare il Prepuzio. Questo fece così bene il suo "lavoro", che il re era riluttante a restituirlo dopo la nascita del figlio, il futuro Enrico VI d'Inghilterra.[3]

Voltaire, nel Trattato sulla tolleranza (1763), si riferì ironicamente alla venerazione del Prepuzio come una delle tante superstizioni "molto più ragionevoli da adorare [...] piuttosto che detestare e perseguitare il proprio fratello".[5]

In Baudolino, un libro di Umberto Eco, il protagonista inventa di aver visto il Santo Prepuzio ed il Santo Ombelico a Roma, presso la corte di Federico Barbarossa.

Note [modifica]

  1. ^ a b (EN) Who stole Jesus' foreskin?, da slate.com
  2. ^ a b (EN) Who stole Jesus' foreskin?, da slate.com
  3. ^ a b c d (EN) Fore Shame, David Farley, Slate.com, 19 dicembre 2006.
  4. ^ (EN) Ugana, Mitch (25 Tevet 5767). Judaistic Review Yeshuhana Journal (Issue 14:22).
  5. ^ (FR) Voltaire. Traité sur la tolérance. A l'occasion de la mort de Jean Calas.
      « Et n'est-il pas èvident qu'il serait encore plus raisonnable d'adorer le saint nombril, le saint prépuce, le lait et la robe de la vierge Marie, que de détester et de persécuter son frère? »

Bibliografia [modifica]

  • (DE) Alphons Victor Müller. Die hochheilige Vorhaut Christi im Kult und in der Theologie der Papstkirche. Berlino, 1907.
  • (EN) Marc Shell. The Holy Foreskin; or, Money, Relics, and Judeo-Christianity. Jews and Other Differences: The New Jewish Cultural Studies. Jonathan Boyarin and Daniel Boyarin. Minneapolis, 1997.
  • Robert P. Palazzo. The veneration of the sacred foreskin(s) of baby Jesus : a documented analysis. Multicultural Europe and cultural exchange in the Middle Ages and Renaissance. James P. Helfers, 2005.

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

postato da: loboto alle ore 14:32 | Permalink | commenti (11)
categoria:paura, santo prepuzio
venerdì, 02 maggio 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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