



Leonard Cohen
Il Genio ("Per te sarò un ebreo del ghetto..")
Per te
sarò un ebreo del ghetto
e ballerò
e indosserò calze bianche
sulle mie gambe storte
e fiumi di veleno
attraverseranno la città
Per te
sarò un giudeo apostata
e dirò al prete spagnolo
del voto di sangue
nel Talmud
e dove sono nascoste
le ossa dei bambini
Per te
sarò un ebreo bancario
e porterò alla rovina
un vecchio orgoglioso re cacciatore
e terminerò la sua stirpe
Per te
sarò un ebreo di Broadway
e piangerò nei teatri
per mia madre
e venderò oggetti da mercato
sottobanco
Per te
sarò un medico ebreo
e cercherò prepuzi
nei bidoni della spazzatura
per ricucirli di nuovo
Per te
sarò un ebreo Dachau
e giacerò sul cemento
con gambe storte
gonfio di dolore
e nessuno capirà
The Genius ("For you I will be a ghetto Jew ..")
For you
I will be a ghetto jew
and dance
and put white stockings
on my twisted limbs
and poison wells
across the town
For you
I will be an apostate jew
and tell the Spanish priest
of the blood vow
in the Talmud
and where the bones
of the child are hid
For you
I will be a banker jew
and bring to ruin
a proud old hunting king
and end his line
For you
I will be a Broadway jew
and cry in theatres
for my mother
and sell bargain goods
beneath the counter
For you
I will be a doctor jew
and search
in all the garbage cans for foreskins
to sew back again
For you
I will be a Dachau jew
and lie down in line
with twisted limbs
and bloated pain
no mind can understand
I'm on my time with everyone
I have very bad posture
Sit and drink pennyroyal tea
Distill the life that's inside of me
Sit and drink pennyroyal tea
I'm anemic royalty
Give me a Leonard Cohen afterworld
So I can sigh eternally
I'm so tired I can't sleep
Well why and and your tea
Sit and drink pennyroyal tea
I'm anemic royalty
I'm on warm milk and laxatives
Cherry flavored antacids
Sit and drink pennyroyal tea
Distill the life that's inside of me
Sit and drink pennyroyal tea
I'm anemic royalty
I'm...
Sono puntuale con tutti
Ho un atteggiamento molto brutto
Siedo e bevo il tè Penny Royal
Distillo la vita che è dentro di me
Siedo e bevo il tè Penny Royal
Sono anemico di regalità
Datemi quel che è rimasto dopo Leonard Cohen
Cosicché io possa singhiozzare in eterno
Sono così stanco che non riesco a dormire
Sono un bugiardo e un ladro
Mi siedo e bevo il tè Penny Royal
Sono anemico di regalità
Sto prendendo latte tiepido e lassativi
Antiacidi al gusto di ciliegia
Siedo e bevo il tè Penny Royal
Distillo la vita che è dentro di me
Siedo e bevo il tè Penny Royal
Sono anemico di regalità
Io sono…
Le persone hanno sempre un motivo per agire come agiscono, che lo facciano in buona fede oppure no.
Di quello che pensano, dicono e fanno a me interessa veramente poco, per quello che posso cerco di comportarmi nel modo che ritengo migliore e quando riscontro atteggiamenti che reputo scorretti nei miei confronti me ne sbatto, alla fine il modo di comportarsi dipende dall’intelligenza e dalla coscienza di ogni individuo, non posso certo pretendere quello che gli altri non possono dare.
Sicuramente non è possibile sbattersene di tutti, sarebbe fin troppo cinico, credo sia naturale che atteggiamenti scorretti (o che io reputo scorretti, non è detto che lo siano a priori) provenienti dalle persone alle quali tengo di più provochino qualche ferita, comunque sono sempre spunti su cui riflettere da utilizzare per valutare, quindi è bene che ognuno faccia quello che si sente di fare senza forzature, è lì che viene fuori il vero individuo.
Alla fine la vita non è altro che un eterno presente, ogni attimo passato a stare male è un attimo che poteva essere usato per stare bene.
Crono è una figura della mitologia greca, era uno dei titani e dio del tempo, figlio di Urano e di Gea (quest'ultimi sono, secondo una parte della mitologia greca, generati da Caos, Dio supremo e onnipresente; in una variante mitologica sono stati prodotti dall'etere originato da Caos). All'interno della mitologia romana la sua figura corrisponde a quella di Saturno.
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Crono era il più giovane dei titani. Egli aiutò la madre a liberarsi di Urano che giaceva costantemente su di lei impedendo ai figli concepiti di uscire dal suo grembo. Crono evirò il padre con un falcetto fabbricato dalla Terra al proprio interno, gettò l'organo amputato nel mare e prese il posto di Urano alla guida del mondo. Crono scacciò i fratelli Ciclopi ed Ecatonchiri e li confinò nel Tartaro. In seguito sposò la sorella Rea, con la quale generò i principali dei del Pantheon greco. I genitori dei due però avevano predetto a Crono che sarebbe stato a sua volta detronizzato da uno dei suoi figli. Per evitare di perdere il potere così come era capitato a suo padre Urano (spodestato da Crono stesso), il dio prese a divorare i piccoli figli via via che Rea li partoriva. Questa partorì Demetra, Era, Estia, Ade e Poseidone, tutti divorati da Crono. Infine diede alla luce Zeus, il suo terzo figlio maschio, sul Monte Liceo, in Arcadia (o secondo altre versioni a Creta, dove era fuggita precedentemente) e dopo aver tuffato Zeus nel fiume Neda lo affidò alla madre Terra. A Crono invece era stata recapitata una pietra avvolta in fasce al posto di suo figlio Zeus.
Zeus, una volta cresciuto, somministrò a Crono un veleno che gli fece vomitare tutti i figli ingoiati; in seguito, dopo una guerra intrapresa insieme ai fratelli liberati, riuscì a vincere il padre, a rinchiuderlo e ad affidarlo alla custodia degli Ecatonchiri, per l'eternità. Zeus liberò successivamente anche i Ciclopi (giganti con un occhio solo) e gli Ecantochiri (mostri con cento braccia e cento gambe), i ciclopi regalarono i fulmini, e lui scelse come dimora il più alto dei monti della Grecia: l'Olimpo.
Il culto di Crono era ubicato prevalentemente ad Atene (ove vi si celebravano in estate le feste Cronie), in Beozia, a Rodi e a Cirene.
Crono è l'archetipo di un maschile ancestrale, indifferenziato dalla controparte femminile, della quale assume i caratteri negativi.
Crono divora ciò che ha generato: è un padre oppressivo, che non tenta di far crescere il figlio, ma lo trattiene a sé come fa la madre, e nel suo affettuoso abbraccio maschile lo stritola, lo uccide, non lo fa crescere.
Il maschio tipo Crono chiede in continuazione, ma non dona, non offre nulla di sé, è un predatore in cerca perenne di cibo. Non è un amante felice, anche perché non è nemmeno veramente interessato alle donne, da cui pretende devozione totale.
Questo maschio è abituato infatti ad essere nutrito, non a nutrire, ad essere servito, non a servire.
Anche se il padre era presente, chi contava era la madre.
Spesso è un figlio senza padre, come il Crono figlio di un Urano castrato. Castrato il padre, il figlio Crono rimane egli stesso un maschio senza fallo, senza energia per vivere. Difficilmente è felice perché la sua energia è diretta al divorare, il suo sguardo è fisso su chi ha più successo di lui e la sua vita passa dall'invidia alla frustrazione.
Dei vermi striscianti
Non colma l’impronta
L’antico respiro dell’uomo,
E dei templi caduti
L’effige dispersa dell’oro
Le stelle divora.
Ribelle l’aurora
Si staglia, respira, muore.
Sono sole le lacrime spente
Che senza colore
Rivengono al cuore.
Non cadere, non punire,
Non stracciare.
In mondi disgiunti
La lirica fiamma si spoglia
E sulla soglia del cielo
Il silente coro degli angeli
Saggia l’eterno ristoro.