Lamento Pentecostale
Come croce di ferro su bulbi oculari,
La morte ha segnato i nostri dorsi,
Il nostro valore, il nostro respiro.
Divorando brandelli di me
Mi spengo, cogliendo barlumi
Accecanti, riesumando il soffio
D’ali incurvate, sciupate, cupe.
Del massacro esistente,
Sento il fetore crescere in me,
Soffocante senso di vuoto,
Lacrime sottili, incomprensibili
Genitrici del male.
Ho sulle fredde dita
Un miserabile lamento angoscioso.







